Soldiers Of The Wasteland
sabato 31 dicembre 2011
Psicologia delle folle: Controllo attraverso la ripetizione.
È pensiero comune che se noi non crediamo a una cosa che ci viene detta, non ne siamo influenzati.
Se ad esempio in una pubblicità ci dicono che Dixan è il miglior detersivo per piatti e noi non ci crediamo, pensiamo che non saremo mai tentati di comprarlo, perchè a noi non interessa, potremo anche sentirlo mille volte ma non lo acquisteremo mai.
Questo pensiero però è ingenuo: noi non controlliamo interamente la nostra mente, la psicologia infatti ci insegna che esiste una parte di essa su cui non abbiamo potere, cioè l'inconscio, esso decide i motivi delle nostre azioni e le influenza profondamente.
È quindi questa parte che la ripetizione attacca: per imprimere un concetto basta ripeterlo più volte, ed è così che acquistiamo una certa marca di detersivo, di cioccolato, un certo tipo di formaggio.
Questo non vale solo per l'acquisto di prodotti, anche modi di comportarsi e di parlare sono inconsci e spesso condizionati anch'essi. Si può benissimo notare che, ad esempio, un bambino spesso imita i personaggi della TV, magari ripetendo determinate frasi o assumendo certi comportamenti.
Dunque per non essere condizionati la soluzione è una: non ascoltare.
"Ben si comprende l'influenza della ripetizione sulle folle, vedendo quale potere essa esercita sugli spiriti più illuminati. La cosa ripetuta finisce difatti per attecchire in quelle regioni profonde dell'inconscio in cui si elaborano i motivi delle nostre azioni. In capo a qualche tempo, dimenticando qual'é l'autore della affermazione ripetuta, finiamo per credervi. In tal modo si spiega la forza mirabile dell'annunzio. Quando abbiamo letto cento volte che il miglior cioccolato é il cioccolato X, noi ci immaginiamo d'averlo inteso dire di frequente e finiamo per averne la certezza. Persuasi da mille attestazioni che l'intruglio Y ha guarito i più grandi personaggi dalle più tenaci malattie, il giorno in cui siamo colti da una malattia dello stesso genere, finiamo per essere tentati di provarla.
A furia di veder ripetere dallo stesso giornale che A é un perfetto cretino e B un onestissimo uomo, finiamo per esserne convinti, considerato, s'intende, che non leggiamo di frequente un altro giornale d'opinione contraria, in cui i due qualificativi siano invertiti. L'affermazione e la ripetizione sono abbastanza polenti per potersi combattere."
(Tratto da: Psicologia delle folle)
Rei
mercoledì 7 dicembre 2011
Il processo di filtrazione delle informazioni
Quella che viene di seguito è tutta un ipotesi costruita su presupposti che ora vi illustro. Desidero rendere chiari alcuni passaggi logici che ci possono portare a delle conclusioni. La nostra domanda è: con che processo avviene il filtraggio delle informazioni tra la realtà e il ricordo?
Prendiamo un individuo, noteremo che all'interno del singolo ci sono due diverse entità:
1-L'io che agisce: esso compie le azioni consciamente, lo chiameremo "entità motore".
2-L'io che osserva: esso osserva e giudica ogni azione compiuta da l'io che agisce, successivamente la registra come ricordo, chiameremo esso "coscienza".
Ora, ciò che analizzeremo sono i nostri ricordi in relazione alla realtà. Chiameremo con A un azione compiuta dall'entità motore e con R il ricordo che abbiamo di essa. Visto che dobbiamo analizzare solo i casi in cui A diverso da R, escluderemo tutti i casi in cui A=R.
Se A è diverso da R, significa che qualcosa fa variare A trasformandolo in R, diremo quindi che A(x)=R.
La nostra X la chiameremo "filtro", esso opera sull'azione per portarla ad un risultato che corrisponderà al successivo ricordo.
Utilizziamo dei semplici esempi per capire i possibili metodi di questa trasformazione.
Esempio 1:
A un bambino è stato chiesto dalla madre di andare a prendere in cantina una bottiglia di vino, il bambino non vuole e rimane in camera sua, dopo un po' la mamma vedendo che il bambino non gli ha portato la bottiglia va nella sua camera e gli chiede spiegazioni. Il bambino, non volendo ammettere che non aveva voglia, dice che il vino non c'era.
Notiamo subito che l'affermazione del bambino non corrisponde alla realtà, essa quindi è destinata a diventare un falso ricordo. Quello che forse può sembrare assurdo, ma non meno vero, è che il bambino, per eludere la propria coscienza, si convincerà egli stesso della propria bugia. In questo modo il filtro trasforma la A corrispondente ad R, pronta quindi per essere registrata. (La A è l'azione di non essere andato a prendere il vino, la R è la scusa: il vino non c'era). Cosa possiamo notare? Prima di tutto che c'è una volontà dietro al cambiamento di un informazione, questa volontà fa sì che ciò che dovrebbe essere realmente registrato (R teorica) passì per un filtro che lo costringa a cambiare secondo la volontà del bambino.
Chiameremo questo processo MODIFICAZIONE DELLE INFORMAZIONI, fa sì che un filtro X cambi A in modo che corrisponda ad R.
Esempio 2:
sono con un mio amico, egli mi racconta di cosa gli è successo ieri sera descrivendo tutti i dettagli e facendo capire che va personalmente fiero di quello che ha vissuto. Poi chiede a me cosa ho fatto io, per non essere da meno invento una storia inventata magari più bella della sua.
La nostra azione che raccontiamo non è reale, in questo caso A=0, infatti non interviene il filtro perchè non c'è niente da filtrare, ma si crea una A immaginaria che viene automaticamente presa come ricordo. Voglio fare notare che comunque tutto ciò che facciamo viene memorizzato, le A che modifichiamo e registriamo non sovrascrivono le A vere esistenti, ne creano solo una duplice copia non esatta la quale prevale su quella reale.
Chiameremo questo processo INVENZIONE DELLE INFORMAZIONI, esso fa sì che si crei una A immaginaria che venga automaticamente registrata come ricordo R.
Esempio 3:
Sto camminando per una strada, in un angolo vedo un uomo che sta morendo, ho fretta di andare a casa e lo lascio lì dov'è, pur non volendo che quell'uomo muoia.
In questo caso è come se qualcosa avesse indotto l'entità motore a fare qualcos'altro che in realtà non voleva. La nostra azione non è quindi frutto di una volontà libera. Noi sappiamo che se avessimo aiutato quell'uomo egli sarebbe vivo, siamo stati quindi una delle cause della sua morte. Non potendo registrare un ricordo del genere per l'impossibilità di sopportarne le conseguenze, il filtro non fa passare niente di questa azione, cosicché essa viene semplicemente dimenticata.
Chiameremo questo processo CANCELLAZIONE DELLE INFORMAZIONI, avviene quando una A che non è avviata dalla nostra volontà viene attuata, e non corrispondendo alla A immaginaria che avremmo compiuto ( non potendo neanche modificarla perchè sarebbe un inganno troppo palese per la coscienza), viene cancellata.
Questi possono essere i tre principali processi che subiscono le nostre azioni prima di essere registrate. La conseguenza è genericamente una: l'alterazione dei nostri ricordi in funzione della realtà. Una volta coscienti di questo meccanismo, possiamo decidere di cambiarlo liberamente, poichè esso non è assoluto né universale.
Rei
Prendiamo un individuo, noteremo che all'interno del singolo ci sono due diverse entità:
1-L'io che agisce: esso compie le azioni consciamente, lo chiameremo "entità motore".
2-L'io che osserva: esso osserva e giudica ogni azione compiuta da l'io che agisce, successivamente la registra come ricordo, chiameremo esso "coscienza".
Ora, ciò che analizzeremo sono i nostri ricordi in relazione alla realtà. Chiameremo con A un azione compiuta dall'entità motore e con R il ricordo che abbiamo di essa. Visto che dobbiamo analizzare solo i casi in cui A diverso da R, escluderemo tutti i casi in cui A=R.
Se A è diverso da R, significa che qualcosa fa variare A trasformandolo in R, diremo quindi che A(x)=R.
La nostra X la chiameremo "filtro", esso opera sull'azione per portarla ad un risultato che corrisponderà al successivo ricordo.
Utilizziamo dei semplici esempi per capire i possibili metodi di questa trasformazione.
Esempio 1:
A un bambino è stato chiesto dalla madre di andare a prendere in cantina una bottiglia di vino, il bambino non vuole e rimane in camera sua, dopo un po' la mamma vedendo che il bambino non gli ha portato la bottiglia va nella sua camera e gli chiede spiegazioni. Il bambino, non volendo ammettere che non aveva voglia, dice che il vino non c'era.
Notiamo subito che l'affermazione del bambino non corrisponde alla realtà, essa quindi è destinata a diventare un falso ricordo. Quello che forse può sembrare assurdo, ma non meno vero, è che il bambino, per eludere la propria coscienza, si convincerà egli stesso della propria bugia. In questo modo il filtro trasforma la A corrispondente ad R, pronta quindi per essere registrata. (La A è l'azione di non essere andato a prendere il vino, la R è la scusa: il vino non c'era). Cosa possiamo notare? Prima di tutto che c'è una volontà dietro al cambiamento di un informazione, questa volontà fa sì che ciò che dovrebbe essere realmente registrato (R teorica) passì per un filtro che lo costringa a cambiare secondo la volontà del bambino.
Chiameremo questo processo MODIFICAZIONE DELLE INFORMAZIONI, fa sì che un filtro X cambi A in modo che corrisponda ad R.
Esempio 2:
sono con un mio amico, egli mi racconta di cosa gli è successo ieri sera descrivendo tutti i dettagli e facendo capire che va personalmente fiero di quello che ha vissuto. Poi chiede a me cosa ho fatto io, per non essere da meno invento una storia inventata magari più bella della sua.
La nostra azione che raccontiamo non è reale, in questo caso A=0, infatti non interviene il filtro perchè non c'è niente da filtrare, ma si crea una A immaginaria che viene automaticamente presa come ricordo. Voglio fare notare che comunque tutto ciò che facciamo viene memorizzato, le A che modifichiamo e registriamo non sovrascrivono le A vere esistenti, ne creano solo una duplice copia non esatta la quale prevale su quella reale.
Chiameremo questo processo INVENZIONE DELLE INFORMAZIONI, esso fa sì che si crei una A immaginaria che venga automaticamente registrata come ricordo R.
Esempio 3:
Sto camminando per una strada, in un angolo vedo un uomo che sta morendo, ho fretta di andare a casa e lo lascio lì dov'è, pur non volendo che quell'uomo muoia.
In questo caso è come se qualcosa avesse indotto l'entità motore a fare qualcos'altro che in realtà non voleva. La nostra azione non è quindi frutto di una volontà libera. Noi sappiamo che se avessimo aiutato quell'uomo egli sarebbe vivo, siamo stati quindi una delle cause della sua morte. Non potendo registrare un ricordo del genere per l'impossibilità di sopportarne le conseguenze, il filtro non fa passare niente di questa azione, cosicché essa viene semplicemente dimenticata.
Chiameremo questo processo CANCELLAZIONE DELLE INFORMAZIONI, avviene quando una A che non è avviata dalla nostra volontà viene attuata, e non corrispondendo alla A immaginaria che avremmo compiuto ( non potendo neanche modificarla perchè sarebbe un inganno troppo palese per la coscienza), viene cancellata.
Questi possono essere i tre principali processi che subiscono le nostre azioni prima di essere registrate. La conseguenza è genericamente una: l'alterazione dei nostri ricordi in funzione della realtà. Una volta coscienti di questo meccanismo, possiamo decidere di cambiarlo liberamente, poichè esso non è assoluto né universale.
Rei
lunedì 7 novembre 2011
Notizie di cronaca: strategia della tensione, strategia della distrazione.
Sappiamo che ogni uomo si differenzia da un altro per molte cose, in primis per pensiero, idee e capacità di giudizio. In un mondo dove ci sono qualche miliardo di abitanti comandati da poche decine, è necessario che quei miliardi seguano lo stesso pensiero, oppure vengano divisi metodicamente per esso.
Per annullare quindi il pensiero e trasformare molte unità in una sola si sono formate delle strategie chiamate strategie del controllo di massa o controllo sociale.
E così, con pochi metodi, gruppi di persone acquistano lo stesso pensiero, oppure una stessa emozione, nel caso che vediamo la stessa paura. Infatti, la strategia della tensione consiste proprio nell'indurre determinate paure in modo che la massa è tesa, spaventata, cosicché il capo che si espone per scacciare la causa della paura viene subito accettato ed acclamato. Con questa strategia si ottiene un'ulteriore conseguenza: una società impaurita risulta più controllabile perchè concentrandosi sulla paura si limita il proprio pensiero ad essa, ed ecco che si effettua la strategia della distrazione, metodo creato per sviare i pensieri verso cose futili, banali o false attraverso programmi televisivi, divertimenti e consumismo.
Vediamo come tutto questo si attua per mezzo delle notizie di cronaca nera ad opera dei telegiornali e dei giornali locali.
Analizziamo i servizi di cronaca nera dei telegiornali: noteremo che per un certo periodo si parlerà sempre di notizie simili: cioè ad esempio per un mese si parla dei reati di pedofilia, per un altro di grosse rapine, per un altro ancora degli stupratori rumeni.
Ma noi sappiamo che i reati di pedofilia ci sono da sempre, e non solo quando ne parla il tg. Questa divisione per periodi ha come conseguenza la distrazione, un continuo accanimento di pensiero verso una tipologia di criminali, che cambia quando il tg cambia anch'esso i reati esposti.
Ma, se un bambino è stato ucciso nel sud Italia e noi viviamo a Milano, non avremo paura per i nostri figli. E così si arriva ai giornali locali, un bello stupro in prima pagina ed ecco che i nostri figli non muoveranno più un metro di strada senza essere accompagnati. Una bella casa svaligiata ed ecco che non terremo più la porta socchiusa per un solo minuto. Come si può vedere, gli effetti sono devastanti.
Ma più devastante ancora è una consapevolezza: sappiamo che spesso la tv tratta nello specifico determinati casi di cronaca nera, non solo nei telegiornali ma anche in certi programmi, come si spiega tutto questo successo e questo accanimento quasi ossessivo a tali casi?
Intendiamoci, le notizie brutte occorre saperle solo se si possono cambiare, altrimenti risulta anche inutile conoscerle, ma ammesso che qualcuno voglia per "curiosità" basterebbe un banale servizio, e invece alcune storie vanno avanti mesi e mesi, sempre ovviamente seguitissime.
Purtroppo un interessamento quasi ossessivo, come si trattasse di una soap opera, non è giustificato dalla pura conoscenza, tant'è che alla gente piace vedere quei programmi, altrimenti ovviamente non lo farebbero, perchè non è utile.
Il piacere del dolore altrui e dell'altrui male causato da altrui disgrazie, si chiama sadismo, e sembra un comportamento mentale molto diffuso.
Ora lascio a voi un esame di coscienza, tirate le vostre conclusioni, io ovviamente ho generalizzato il tutto.
Ricordatevi che il pensiero individuale è importantissimo e va difeso a qualunque costo, solo attraverso di esso si potrà definire la giustizia reale. Tutto ciò che ci differenzia deve rimanere tale ed essere sempre rispettato.
Rei
mercoledì 2 novembre 2011
Il popolo di Dio.
Recenti scandali che in questo articolo non intendo commentare, né giudicare, hanno acceso un aspro dibattito tra cristiani cattolici e non credenti, gli uni cercando di gettare acqua al proprio mulino parlando di chiesa come messaggera di Dio e giustificandola come comunità di uomini, gli altri rifugiandosi nello scetticismo totale e rifiutando anche il solo pronunciare del nome divino.
Suggerisco sempre di partire dai fatti per giungere al giudizio e non fare il procedimento contrario modificando i fatti a proprio piacere e giudicando per partito preso. Scegliere una parte significa annullare sé stessi accettando opinioni forgiate da altri, mentre chi vuole davvero sapere la verità deve riuscire a formulare da solo un ipotesi senza ascoltare i pareri altrui che di per sé condizionano il pensiero.
Nel 1559 papa Paolo IV fece pubblicare il primo Indice dei libri proibiti, un elenco delle opere di cui la Chiesa vietava ai cattolici la lettura, la vendita, la traduzione e il possesso. Questo Indice proibì anche la traduzione della Bibbia in lingua volgare, pena la scomunica. Fu così che, fino a poco tempo fa, circa il secolo scorso, la chiesa ha vietato il possesso di libri sacri e la Bibbia divenne quindi un libro sconosciuto ai laici, le copie che venivano trovate erano bruciate.
Che cosa significa? Che spiegazione si può dare a questo atto? Facendo qualche ricerca, esce una conclusione che salta subito alla mente: i laici erano considerati troppo ignoranti per leggere la Bibbia, si pensava che, interpretata da persone non istruite e considerate ignoranti, la Bibbia potesse fare venire dubbi nel proprio credo, o magari nella chiesa stessa, che forse non era troppo fedele alle parole dei libri sacri.
Difatti, come possiamo considerare fedele a Dio una comunità dove la verità professata da Egli stesso viene cancellata, oscurata, proibita? Siamo forse noi uomini comuni inferiori ai laici, siamo meno intelligenti di loro per non poter comprendere le parole che Gesù ha professato per ogni popolo e ogni nazione? Nella Bibbia è anche scritto che ogni uomo è uguale di fronte a Dio, i laici non sono quindi meno intelligenti di vescovi e preti, queste sono parole dette da Gesù stesso.
Con questo si è dimostrata una cosa: la Chiesa non è fedele alla verità, quindi è la prima a non rispettare la parola di Dio, della quale essa afferma di esserne la portavoce, quindi sia credenti che non credenti dovrebbero fare i conti con questo fatto.
Concludo rispondendo a chi continua a difendere la chiesa dicendo che è essa stessa formata da uomini, e che quindi, in quanto peccatori di natura, sbagliano. Ma noi dobbiamo credere in chi sbaglia o in chi ci conduce di sicuro per la giusta via, il quale non può essere altri che Dio? Il mio rifiuto di credere nella chiesa attuale è semplicemente un rifiuto di credere nel male, che resterà un ombra onnipresente nella storia dell'uomo.
Suggerisco sempre di partire dai fatti per giungere al giudizio e non fare il procedimento contrario modificando i fatti a proprio piacere e giudicando per partito preso. Scegliere una parte significa annullare sé stessi accettando opinioni forgiate da altri, mentre chi vuole davvero sapere la verità deve riuscire a formulare da solo un ipotesi senza ascoltare i pareri altrui che di per sé condizionano il pensiero.
Nel 1559 papa Paolo IV fece pubblicare il primo Indice dei libri proibiti, un elenco delle opere di cui la Chiesa vietava ai cattolici la lettura, la vendita, la traduzione e il possesso. Questo Indice proibì anche la traduzione della Bibbia in lingua volgare, pena la scomunica. Fu così che, fino a poco tempo fa, circa il secolo scorso, la chiesa ha vietato il possesso di libri sacri e la Bibbia divenne quindi un libro sconosciuto ai laici, le copie che venivano trovate erano bruciate.
Che cosa significa? Che spiegazione si può dare a questo atto? Facendo qualche ricerca, esce una conclusione che salta subito alla mente: i laici erano considerati troppo ignoranti per leggere la Bibbia, si pensava che, interpretata da persone non istruite e considerate ignoranti, la Bibbia potesse fare venire dubbi nel proprio credo, o magari nella chiesa stessa, che forse non era troppo fedele alle parole dei libri sacri.
Difatti, come possiamo considerare fedele a Dio una comunità dove la verità professata da Egli stesso viene cancellata, oscurata, proibita? Siamo forse noi uomini comuni inferiori ai laici, siamo meno intelligenti di loro per non poter comprendere le parole che Gesù ha professato per ogni popolo e ogni nazione? Nella Bibbia è anche scritto che ogni uomo è uguale di fronte a Dio, i laici non sono quindi meno intelligenti di vescovi e preti, queste sono parole dette da Gesù stesso.
Con questo si è dimostrata una cosa: la Chiesa non è fedele alla verità, quindi è la prima a non rispettare la parola di Dio, della quale essa afferma di esserne la portavoce, quindi sia credenti che non credenti dovrebbero fare i conti con questo fatto.
Concludo rispondendo a chi continua a difendere la chiesa dicendo che è essa stessa formata da uomini, e che quindi, in quanto peccatori di natura, sbagliano. Ma noi dobbiamo credere in chi sbaglia o in chi ci conduce di sicuro per la giusta via, il quale non può essere altri che Dio? Il mio rifiuto di credere nella chiesa attuale è semplicemente un rifiuto di credere nel male, che resterà un ombra onnipresente nella storia dell'uomo.
giovedì 27 ottobre 2011
Art 4 della Costituzione: Il "Diritto al lavoro".
"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
[cit: Costituzione Italiana, articolo 4]
Fin dai tempi più antichi, ogni popolo si è sviluppato grazie al lavoro, prima degli schiavi, oggi... sempre degli schiavi. Infatti, il dovere al lavoro non è cambiato, esiste da sempre. La vera novità della costituzione è il "diritto al lavoro".
Innanzitutto lavoro è inteso come una professione esercitata da un individuo che richiede un impiego di energia fisica e/o mentale. Nella teoria, una persona lavora, nella maggioranza delle volte per qualcun altro, che sia una ditta, un agenzia o un capo, e lo stipendio deve essere proporzionale al suo lavoro e comunque garantirgli una vita dignitosa.
Anche nel passato gli schiavi lavoravano e venivano mantenuti dai loro proprietari, a essi non era però riconosciuto alcun diritto nè alcuna libertà. Oggi cos'è cambiato? Cambia che abbiamo l'illusione di essere liberi.
Il diritto al lavoro a me suona un po' come se dovessimo ringraziare chi ci da lavoro, ovvio, lavoro è uguale a soldi, soldi sono uguale a beni materiali che sono uguali a vita. Per capire se il sistema in cui viviamo sia sbagliato o meno io però suggerisco sempre di confrontarlo con l'uomo primitivo, in modo da capire cosa non va. L'uomo primitivo non lavorava per vivere, o meglio, cacciava, raccoglieva frutti, più avanti si è dedicato ad allevamento ed agricoltura, ma ciò che faceva era solo per la propria sussistenza, la natura già ci offre ciò di cui abbiamo bisogno.
L'aumento dei beni in commercio ha sicuramente comportato un aumento di lavoro. Ma il vero motivo per cui siamo schiavi non è tanto il fatto che facciamo un lavoro non dignitoso, come può essere il lavoro in fabbbrica, ripetitivo e non direttamente finalizzato alla nostra vita, più che altro c'è una determinata causa per cui il nostro tenore di vita si è abbassato parecchio, nonostante il lavoro sia sempre più sostituito dalle macchine e quindi il tempo di produzione e distribuzione dei beni sia notevolmente diminuito.
Il problema si chiama signoraggio, e qui cercherò di spiegarvelo in poche parole in modo da non annoiarvi e far sì che tutti capiscano. Se qualcuno volesse approfondire l'argomento, nell'articolo precedente troverete un documentario di 25 minuti piuttosto esauriente.
Per parlare di signoraggio dobbiamo capire come funziona il nostro sistema monetario. Il ciclo parte dalla banca, che stampa le banconote. Ogni banconota, essendo carta, ha un costo ridotto, di circa 0,30 centesimi l'una. Le banche prestano le banconote allo stato, attenzione PRESTANO, non regalano, significa che lo stato deve restituire il costo della banconota. Ma le banche non chiedono il costo della carta, chiedono il valore SCRITTO sulla carta, per esempio per una banconota di 100 euro chiederanno 100 euro. Lo stato deve restituire questi soldi alla banca, e i soldi a chi li chiede? Alla popolazione ovviamente, sarà il popolo che lavorando dovrà restituire quei 100 euro che la banca stessa ha creato. Quindi di fatto, i 100 euro emessi torneranno al proprietario, attraverso il debito pubblico, che altro non è che il debito da saldare per lo stampo di banconote. Però, la banca non chiede solo 100 euro, ma aggiunge un interesse pari al 2,5% del valore nominale. Quindi, per 100 euri emessi, la banca chiederà indietro 102,5 euro. Il signoraggio altro non è che quanto guadagna la banca per ogni banconota emessa, e per una banconota di 100 euro ammonta a 102,5 euro - 0,30 centesimi (costo di produzione) =102,2 euro. Ma la banca ha stampato 100 euro, non 102,5, quindi il popolo dove li trova i soldi da ridare alla banca? Semplicemente non ci sono, quindi il debito pubblico è insanabile e il sistema monetario è una truffa enorme.
Pensate un po quante banconote vengono stampate ogni giorno, e quanto il nostro debito pubblico sale, e le tasse che si alzano e l'Iva e tutto il resto. Pensate a quanto dovrete lavorare di più per ricevere di meno. E ora pensate al vostro diritto di lavorare per mandare avanti questo sporco sistema. Ora, io non so cosa sarebbe meglio fare per far sì che il sistema monetario sia giusto, so solo che non va bene questo sistema attuale e che secondo me servirebbe uno sciopero di tutti i lavoratori di tutte le classi sociali, per fare sentire la nostra voce e fare valere i nostri diritti ad una vita dignitosa, come dice pure la costituzione. Il sistema non va avanti senza noi lavoratori, per questo dobbiamo fermarlo ad ogni costo.
Rei
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
[cit: Costituzione Italiana, articolo 4]
Fin dai tempi più antichi, ogni popolo si è sviluppato grazie al lavoro, prima degli schiavi, oggi... sempre degli schiavi. Infatti, il dovere al lavoro non è cambiato, esiste da sempre. La vera novità della costituzione è il "diritto al lavoro".
Innanzitutto lavoro è inteso come una professione esercitata da un individuo che richiede un impiego di energia fisica e/o mentale. Nella teoria, una persona lavora, nella maggioranza delle volte per qualcun altro, che sia una ditta, un agenzia o un capo, e lo stipendio deve essere proporzionale al suo lavoro e comunque garantirgli una vita dignitosa.
Anche nel passato gli schiavi lavoravano e venivano mantenuti dai loro proprietari, a essi non era però riconosciuto alcun diritto nè alcuna libertà. Oggi cos'è cambiato? Cambia che abbiamo l'illusione di essere liberi.
Il diritto al lavoro a me suona un po' come se dovessimo ringraziare chi ci da lavoro, ovvio, lavoro è uguale a soldi, soldi sono uguale a beni materiali che sono uguali a vita. Per capire se il sistema in cui viviamo sia sbagliato o meno io però suggerisco sempre di confrontarlo con l'uomo primitivo, in modo da capire cosa non va. L'uomo primitivo non lavorava per vivere, o meglio, cacciava, raccoglieva frutti, più avanti si è dedicato ad allevamento ed agricoltura, ma ciò che faceva era solo per la propria sussistenza, la natura già ci offre ciò di cui abbiamo bisogno.
L'aumento dei beni in commercio ha sicuramente comportato un aumento di lavoro. Ma il vero motivo per cui siamo schiavi non è tanto il fatto che facciamo un lavoro non dignitoso, come può essere il lavoro in fabbbrica, ripetitivo e non direttamente finalizzato alla nostra vita, più che altro c'è una determinata causa per cui il nostro tenore di vita si è abbassato parecchio, nonostante il lavoro sia sempre più sostituito dalle macchine e quindi il tempo di produzione e distribuzione dei beni sia notevolmente diminuito.
Il problema si chiama signoraggio, e qui cercherò di spiegarvelo in poche parole in modo da non annoiarvi e far sì che tutti capiscano. Se qualcuno volesse approfondire l'argomento, nell'articolo precedente troverete un documentario di 25 minuti piuttosto esauriente.
Per parlare di signoraggio dobbiamo capire come funziona il nostro sistema monetario. Il ciclo parte dalla banca, che stampa le banconote. Ogni banconota, essendo carta, ha un costo ridotto, di circa 0,30 centesimi l'una. Le banche prestano le banconote allo stato, attenzione PRESTANO, non regalano, significa che lo stato deve restituire il costo della banconota. Ma le banche non chiedono il costo della carta, chiedono il valore SCRITTO sulla carta, per esempio per una banconota di 100 euro chiederanno 100 euro. Lo stato deve restituire questi soldi alla banca, e i soldi a chi li chiede? Alla popolazione ovviamente, sarà il popolo che lavorando dovrà restituire quei 100 euro che la banca stessa ha creato. Quindi di fatto, i 100 euro emessi torneranno al proprietario, attraverso il debito pubblico, che altro non è che il debito da saldare per lo stampo di banconote. Però, la banca non chiede solo 100 euro, ma aggiunge un interesse pari al 2,5% del valore nominale. Quindi, per 100 euri emessi, la banca chiederà indietro 102,5 euro. Il signoraggio altro non è che quanto guadagna la banca per ogni banconota emessa, e per una banconota di 100 euro ammonta a 102,5 euro - 0,30 centesimi (costo di produzione) =102,2 euro. Ma la banca ha stampato 100 euro, non 102,5, quindi il popolo dove li trova i soldi da ridare alla banca? Semplicemente non ci sono, quindi il debito pubblico è insanabile e il sistema monetario è una truffa enorme.
Pensate un po quante banconote vengono stampate ogni giorno, e quanto il nostro debito pubblico sale, e le tasse che si alzano e l'Iva e tutto il resto. Pensate a quanto dovrete lavorare di più per ricevere di meno. E ora pensate al vostro diritto di lavorare per mandare avanti questo sporco sistema. Ora, io non so cosa sarebbe meglio fare per far sì che il sistema monetario sia giusto, so solo che non va bene questo sistema attuale e che secondo me servirebbe uno sciopero di tutti i lavoratori di tutte le classi sociali, per fare sentire la nostra voce e fare valere i nostri diritti ad una vita dignitosa, come dice pure la costituzione. Il sistema non va avanti senza noi lavoratori, per questo dobbiamo fermarlo ad ogni costo.
Rei
mercoledì 19 ottobre 2011
15 Ottobre 2011: le menzogne di rai 3.
La tv, come già ne parlai in un articolo, è un grande strumento di controllo del pensiero. Ora, vedremo meglio cosa è stato nascosto a proposito della manifestazione del 15 Ottobre.
Bisogna dire che la Rai ha affascinato il pubblico per certe trasmissioni, per così dire, rivoluzionarie per il loro modo di esporre verità non del tutto dette, soprattutto inerenti la politica, come Annozero, Ballarò, Presa diretta, La storia siamo noi e altro.
Ora però bisogna chiedersi, conoscendo chi controlla le tv, perchè sono permesse certe trasmissioni? Non è che forse mostrare la verità ha altri scopi oltre a quelli puramente informativi?
Le persone, una volta visto che ci sono programmi che rispecchiano la loro visione dei vari aspetti della vita giornaliera, hanno purtroppo totale fiducia in ciò che viene loro detto, tralasciando il proprio spirito critico.
Su rai 3, ogni Domenica pomeriggio, va in onda un programma chiamato "In mezz'ora", dove la conduttrice Lucia Annunziata in ogni puntata intervista persone abbastanza in vista riguardo diversi argomenti. È anch'esso uno dei programmi "rivoluzionari" che cerca di svelare la verità al pubblico, o almeno così ci fa credere.
La scorsa Domenica l'argomento era proprio la manifestazione degli Indignados, durante la puntata è stato principalmente intervistato uno del movimento, un certo Francesco Raparelli. (La puntata è visibile per intero su youtube partendo da questo link)
Già all'inizio io pensavo, di certo si parlerà di sovranità monetaria e signoraggio, d'altra parte è principalmente questa la causa per cui c'è stata la manifestazione, è questa la causa della crisi economica, del debito pubblico e della maggior parte dei problemi conseguenti ad essi.
Eppure niente. Neanche una parola a riguardo, neanche un accenno al fatto che sono le banche a generare la crisi, che tutto il sistema monetario una truffa e non è una novità degli ultimi anni, che il debito pubblico aumenta ogni qualvolta si stampa moneta e non potrà mai essere sanato.
Com'è possibile che il tizio intervistato non ha detto nulla? E com'è possibile che anche quelli di Alba Mediterranea hanno avuto problemi a parlare con alcuni degli Indignados a proposito di signoraggio?
Questo è forse un punto in più a sostegno della tesi sul fatto che la manifestazione proveniva da poteri alti. Che dire poi sul fatto che non dovevano esserci schieramenti politici?
Le tv hanno quindi evitato di mostrare i motivi di fondo del movimento, certo, dai tg non ci si poteva aspettare altro, ma da altri programmi qualcosa poteva pur emergere, almeno per giustizia a quelle persone veramente serie che stavano in piazza.
Per chi non sapesse cosa sia il signoraggio gli posso suggerire questo video:
Concludo con un ultimo non grazie alla Rai per la disonestà dimostrata nei confronti dei manifestanti.
Rei
Bisogna dire che la Rai ha affascinato il pubblico per certe trasmissioni, per così dire, rivoluzionarie per il loro modo di esporre verità non del tutto dette, soprattutto inerenti la politica, come Annozero, Ballarò, Presa diretta, La storia siamo noi e altro.
Ora però bisogna chiedersi, conoscendo chi controlla le tv, perchè sono permesse certe trasmissioni? Non è che forse mostrare la verità ha altri scopi oltre a quelli puramente informativi?
Le persone, una volta visto che ci sono programmi che rispecchiano la loro visione dei vari aspetti della vita giornaliera, hanno purtroppo totale fiducia in ciò che viene loro detto, tralasciando il proprio spirito critico.
Su rai 3, ogni Domenica pomeriggio, va in onda un programma chiamato "In mezz'ora", dove la conduttrice Lucia Annunziata in ogni puntata intervista persone abbastanza in vista riguardo diversi argomenti. È anch'esso uno dei programmi "rivoluzionari" che cerca di svelare la verità al pubblico, o almeno così ci fa credere.
La scorsa Domenica l'argomento era proprio la manifestazione degli Indignados, durante la puntata è stato principalmente intervistato uno del movimento, un certo Francesco Raparelli. (La puntata è visibile per intero su youtube partendo da questo link)
Già all'inizio io pensavo, di certo si parlerà di sovranità monetaria e signoraggio, d'altra parte è principalmente questa la causa per cui c'è stata la manifestazione, è questa la causa della crisi economica, del debito pubblico e della maggior parte dei problemi conseguenti ad essi.
Eppure niente. Neanche una parola a riguardo, neanche un accenno al fatto che sono le banche a generare la crisi, che tutto il sistema monetario una truffa e non è una novità degli ultimi anni, che il debito pubblico aumenta ogni qualvolta si stampa moneta e non potrà mai essere sanato.
Com'è possibile che il tizio intervistato non ha detto nulla? E com'è possibile che anche quelli di Alba Mediterranea hanno avuto problemi a parlare con alcuni degli Indignados a proposito di signoraggio?
Questo è forse un punto in più a sostegno della tesi sul fatto che la manifestazione proveniva da poteri alti. Che dire poi sul fatto che non dovevano esserci schieramenti politici?
Le tv hanno quindi evitato di mostrare i motivi di fondo del movimento, certo, dai tg non ci si poteva aspettare altro, ma da altri programmi qualcosa poteva pur emergere, almeno per giustizia a quelle persone veramente serie che stavano in piazza.
Per chi non sapesse cosa sia il signoraggio gli posso suggerire questo video:
Concludo con un ultimo non grazie alla Rai per la disonestà dimostrata nei confronti dei manifestanti.
Rei
martedì 18 ottobre 2011
Violenza e giustizia.
Nel documentario "Sulla servitù moderna", che spesso rileggo, nel capitolo dedicato all'obbedienza, si legge questa frase: "Il rifiuto della violenza rivoluzionaria è ancorato nelle menti di quelli che si oppongono al sistema nel nome di valori che questo sistema stesso ci ha insegnato.
Il potere invece non esita mai a ricorrere alla violenza quando si tratta di conservare la propria egemonia."
Mi è venuto spontaneo il collegamento con la manifestazione del 15 Ottobre, dove è risaputo che c'è stata violenza e che le idee pacifiche originarie sono state rovinate e soprattutto occultate da parte dei media (ne parlerò meglio nel prossimo articolo). Pur non ritrovandomi comunque d'accordo con la frase citata sopra, non posso non riconoscere che è una considerazione comunque vera.
Mettiamo in chiaro che le azioni di vandalismo e violenza gratuita da parte dei black block, a prescindere che siano ragazzini esaltati e/o gente pagata dai servizi, sono criticabili, inutili ed inopportune.
Non ho comunque non potuto esultare quando hanno assaltato una banca. Ne parlai già nell'articolo precedente, è come un prigioniero che rompe le proprie sbarre. Sono mille volte d'accordo che il potere non è da conquistare, ma da distruggere. Finchè si distruggono centri di potere non posso essere in totale disaccordo, liberarsi dalla schiavitù non è affatto sbagliato. Per farvi un idea guardate questo video.
Non voglio elogiare nè istigare alla violenza. In ogni caso, quel giorno manifestanti e polizia avrebbero dovuto essere dalla stessa parte. La polizia a chi risponde? Vogliamo tornare a parlare di cosa è accaduto in val di Susa? Le forze dell'ordine da che parte stanno?
La polizia non è la "giustizia", perchè la giustizia è un ideale e non è parteggiabile, poichè essa stessa è un idea relativa, ogni persona ha un diverso senso di giustizia.
Detto questo, secondo voi è giusto che pochi decidano il destino di molti, che la maggior parte delle persone viva con poco o niente e in condizioni pietose, che gli uomini siano pedine in mano ai potenti?
La mia testa mi dice che è sbagliato, ma dato che la polizia difende le istituzione allora secondo loro tutto questo è giusto, sono loro che difendono a spada tratta il sistema e che sopprimono le giuste ribellioni.
Come già ho scritto, le persone che vogliono i nostri diritti sono quelle che sabato erano in piazza, noi dobbiamo solo fare in modo che non abbiano parlato per niente e continuare a mandare avanti il loro messaggio.
Rei
Il potere invece non esita mai a ricorrere alla violenza quando si tratta di conservare la propria egemonia."
Mi è venuto spontaneo il collegamento con la manifestazione del 15 Ottobre, dove è risaputo che c'è stata violenza e che le idee pacifiche originarie sono state rovinate e soprattutto occultate da parte dei media (ne parlerò meglio nel prossimo articolo). Pur non ritrovandomi comunque d'accordo con la frase citata sopra, non posso non riconoscere che è una considerazione comunque vera.
Mettiamo in chiaro che le azioni di vandalismo e violenza gratuita da parte dei black block, a prescindere che siano ragazzini esaltati e/o gente pagata dai servizi, sono criticabili, inutili ed inopportune.
Non ho comunque non potuto esultare quando hanno assaltato una banca. Ne parlai già nell'articolo precedente, è come un prigioniero che rompe le proprie sbarre. Sono mille volte d'accordo che il potere non è da conquistare, ma da distruggere. Finchè si distruggono centri di potere non posso essere in totale disaccordo, liberarsi dalla schiavitù non è affatto sbagliato. Per farvi un idea guardate questo video.
Non voglio elogiare nè istigare alla violenza. In ogni caso, quel giorno manifestanti e polizia avrebbero dovuto essere dalla stessa parte. La polizia a chi risponde? Vogliamo tornare a parlare di cosa è accaduto in val di Susa? Le forze dell'ordine da che parte stanno?
La polizia non è la "giustizia", perchè la giustizia è un ideale e non è parteggiabile, poichè essa stessa è un idea relativa, ogni persona ha un diverso senso di giustizia.
Detto questo, secondo voi è giusto che pochi decidano il destino di molti, che la maggior parte delle persone viva con poco o niente e in condizioni pietose, che gli uomini siano pedine in mano ai potenti?
La mia testa mi dice che è sbagliato, ma dato che la polizia difende le istituzione allora secondo loro tutto questo è giusto, sono loro che difendono a spada tratta il sistema e che sopprimono le giuste ribellioni.
Come già ho scritto, le persone che vogliono i nostri diritti sono quelle che sabato erano in piazza, noi dobbiamo solo fare in modo che non abbiano parlato per niente e continuare a mandare avanti il loro messaggio.
Rei
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